Radio Centre-Ville 102.3 FM trasmette in italiano

















































Radio Centre-Ville 102.3 FM, la sola radio comunitaria e multilingue del Québec.


"Chez Moi, Chez Toi, Chez Nous". A Montréal va in onda l'identità al plurale.

La nozione di interculturalità è tipicamente quebecchese.
La città di Montréal, in particolare, ha tanti volti e tante voci - ça va sans dire, quando si ragiona di programmazione radiofonica! - quante sono le comunità che la animano, siano esse di nativi o di immigrati, di prima o di seconda generazione. Ogni comunità giunta da questa parte dell'oceano per restarci fa tesoro della cultura di quelle che l'hanno preceduta. Allo stesso tempo, però, preserva la propria cultura d'origine fatta di: abitudini, cucina, mestieri, lingua e anche di sensibilità radiofonica.

In sostanza, l'identità a Montréal è un concetto in movimento, in evoluzione nel quotidiano. Se in Canada il modello del vivere assieme è quello del multiculturalismo per il Québec vale, invece, il modello dell'interculturalità. Per multiculturalismo si intende quel modello che cerca di favorire la coesistenza pacifica delle diverse comunità. Per interculturalità, invece, si fa rifermento alla precisa volontà di tessere legami tra le diverse comunità culturali e la società di accoglienza, favorendo la reciproca comunicazione. Tale nozione presuppone la partecipazione attiva della società di accoglienza al processo di integrazione dei nuovi arrivati e conoscenza e comprensione vicendevoli delle rispettive diversità culturali.


Nel suo recente saggio, "Différence et liberté, enjeux actuels de l'éducation au pluralisme", Boréal, Montréal 2016, George Leroux, professore emerito presso il Dipartimento di filosofia de l'Université du Québec à Montréal ricorda che il plurale è dappertutto, che si tratti di origini, di religioni o di lingue. «Quand nous demandons comment juger, accueillir et évaluer la pluralité – afferma – nous avons plusieurs options dont le pluralisme qui consiste à juger que le pluriel n'est pas un obstacle à la vie en société».


In tal senso, comunicare significa mettere l'accento sul «rispetto delle differenze» e ciò che si comunica è un progetto di società comune dove l'identità d'origine si coniuga e non si perde nelle altre, compresa quella del Paese di accoglienza.



Radio Centre-Ville 102.3 MHz in FM, la radio comunitaria e multilingue di Montréal.

Radio Centre-Ville ha festeggiato nel 2015 il suo quarantesimo compleanno ed è la sola radio comunitaria e multilingue del Québec. La sua équipe è composta da più di 40 comunità e alle otto lingue della programmazione (francese, inglese, spagnolo, greco, portoghese, creolo, cantonese e mandarino), dal 20 gennaio del 2016, si è aggiunto anche l'italiano. In vero, l'emittente nacque nel 1972 grazie alla volontà di un gruppo di 12 persone originarie di diverse comunità etniche del quartiere di Saint-Louis. Le lingue delle prime trasmissioni di quella che era una radio di quartiere, cinque (francese, inglese, greco, portoghese e spagnolo), spiegano il motivo della sua prima denominazione: "CINQ FM". Nell'ottobre del 1975, "CINQ FM" ottenne la frequenza FM 102.3, sulla quale trasmette ancora oggi. Nello stesso periodo, la radio fu autorizzata ad aumentare la potenza del segnale a 36 watts, fatto che le permise di accrescere il numero di ascoltatori, dato che il segnale consentiva di sintonizzarsi da qualunque zona dell'isola di Montréal. Nel 1982, Radio Centre-Ville acquistò la sua attuale sede, la storica palazzina sita al 5212 di boulevard Saint-Laurent, la "Main street", il corso principale della città. Nel 1983, alle cinque lingue delle origini si aggiunsero il cinese (mandarino e cantonese) e il creolo. Nel 1985, Radio Centre-Ville ottenne dal "Conseil de Radiodiffusion et des Télécommunications Canadiennes" (CRTC) un ulteriore aumento della potenza del segnale, portato a 50 watts, e l'autorizzazione a trasmettere in stereofonia. Nel 1991, il successo di pubblico e le accresciute necessità delle comunità alle quali la radio rivolgeva e rivolge i suoi servizi resero insufficiente la potenza del segnale tanto che la CRTC lo portò a 1300 watts, consentendole di superare i confini dell'isola (che si estende per ben 498 chilometri quadrati, secondo l'Institut de la statistique du Québec. www.stat.gouv.qc.ca). Il 1992 fu l'anno in cui andò in onda la prima trasmissione multiculturale - "Planète Montréal" - grazie alla quale, nel 1995, alla stazione fu conferito il "prix de la citoyenneté" per il lavoro svolto a favore dell'integrazione delle comunità culturali. Nel 1999, la radio decise di impegnarsi nel progetto denominato "Radio Enfant" (Radio Bambino); una serie di puntate sotto la supervisione di Michel Delorme ma prodotte e condotte dai ragazzi coinvolti nell'iniziativa. Visto il grande successo di pubblico e l'interesse degli stessi, nel 2002 la trasmissione divenne settimanale; fu la prima volta che una trasmissione ideata e condotta da ragazzi ottenne questa importante opportunità. Nel 2005, la stazione vinse ancora il prestigioso "prix de la citoyenneté", confermado il suo impegno a favore della lotta all'esclusione sociale e quello di promozione dell'interculturalità. In particolare, Radio Centre-Ville va particolarmente fiera di aver trasmesso per prima: una trasmissione dedicata al cinema in Québec, "Derrière l'Image" (in onda dal 1980), una trasmissione dedicata all'hip hop francofono, "Nuit Blanche" (dal 1991), una trasmissione dedicata alle tematiche femminili, "Matrix" (dal 1980), una trasmissione realizzata da detenuti, "Souverains Anonymes" (radiodiffusa dalla struttura carceraria di Bordeaux), una trasmissione sul mondo dei fumetti, "Pays des Bulles" e, infine, una interamente dedicata alla difesa dei diritti dei rifugiati. Nel 1998, la radio ha messo in rete la prima versione del suo sito internet, dove è possibile ascoltare in streaming quanto la radio sta trasmettendo e riascoltare i programmi già andati in onda. Le programmazioni delle diverse comunità che animano la radio sono presentate nelle differenti lingue e il sito si caratterizza per contenuti di qualità, nel rispetto della linea editoriale di Radio Centre-Ville, finalizzati a valorizzare la propria comunità di riferimento, offrendo occasioni reali di interattività volte a stabilire relazioni personalizzate e di maggiore coinvolgimento con coloro che ascoltano e fruiscono della radio anche attraverso la rete, vissuta come un'ulteriore occasione di innovazione della programmazione stessa.


Radio Centre-Ville ha, fin dalle origini, un mandato molto preciso: favorire l'interculturalità e promuovere il dialogo con il solo fine di una maggiore e vicendevole comprensione. L'intera programmazione è volta a informare e organizzare la cittadinanza rispetto all'azione collettiva per realizzare buone pratiche di natura sociale, politica e culturale. Nello specifico, per quanto concerne la programmazione, più del 40% dei programmi sono in diretta, su base settimanale, e almeno il 7% dei contenuti musicali sono canadesi, nelle fasce orarie dedicate alla programmazione etnica. Percentuale che sale al 30% in quelle francofone e anglofone. Per quanto concerne la pubblicità, non si hanno più di 4 minuti in media ogni ora di pubblicità commerciale (minuti che possono diventare 8, ogni ora, per le trasmissioni etniche) per un totale che non può superare i 504 minuti di pubblicità alla settimana. La radio punta su una programmazione il cui primo interesse è quello di prossimità. L'informazione nazionale e internazionale deve essere trattata, infatti, sempre in considerazione dei bisogni del pubblico locale di Radio Centre-Ville.

La radio è uno strumento di comunicazione comunitaria attraverso il quale i gruppi etnici possono esprimersi nella propria lingua, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità.


La diversità, infatti, non è l'altro, ma noi altri.


È questa l'immagine stessa della città di Montréal e la radio comunitaria permette sia ai nuovi arrivati di rendersi visibili - di farsi ascoltare - e di conoscere la società quebecchese che hanno scelto come propria sia a questa di aprirsi per accoglierli nel modo migliore. Per offrire un miglior servizio agli ascoltatori è assicurata la partecipazione attiva alle diverse trasmissioni, consentendo loro di accedere alla messa in onda anche attraverso una continua formazione per apprendere, se lo vogliano, come realizzarne una, individuando e presentando i talenti musicali e letterari locali, promuovendo l'organizzazione di forum nei quali discutere temi di pubblico interesse e incoraggiando gli apporti nuovi e originali alla radio, mediante trasmissioni che sviluppino lo spirito critico.


Le opinioni diverse sono garantite anche rispetto al tempo d'antenna loro concesso, secondo le forme del giornalismo partecipativo, dove l'informazione non è più lezione ma conversazione.


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