Il civilissimo Canada, dove l'identità è plurale

ITALIANI ALL'ESTERO - CANADA: EFFETTO TRUMP - CONTINIELLO(PD/MONTREAL): "IL CIVILISSIMO CANADA, DOVE L'IDENTITA' E' PLURALE, PIU' CHE MAI SEPARATO DA VISIONE USA"

(2017-02-03)



Effetto Trump ? All'indomani dell'"attentato" alla moschea di Québec City, Italiannetwork ne ha parlato con il Segretario del PD di Montreal, Giuseppe Continiello, giornalista e non solo, da 6 anni impegnato nel mondo dell'emigrazione italiana a tutto tondo in Canada. Di seguito una sua riflessione: 

La "voce" del mondo intero si leva contro il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, e i suoi impopolari ordini esecutivi il cui ultimo, sull’immigrazione, ha causato il caos, anche qui in Canada.

Su internet, la lettera aperta: "Caro sig. Trump, quello che sta facendo non ha nulla di "grande". […] Come cittadini di tutto il mondo, noi siamo uniti contro la sua propaganda di odio e divisione. Cordialmente", 


ha quasi raggiunto 5 milioni di firme.

Domenica scorsa, la Belle Province è stata sfregiata dal ventisettenne Alexandre Bissonnette che, con il suo premeditato attacco alla moschea di Québec City, ha ucciso sei persone e ne ha ferite 19. Lo studente universitario non aveva fatto mistero sui social network delle sue simpatie per le politiche di estrema destra e aveva manifestato a più riprese, con amici e conoscenti, il suo plauso alla condotta del Presidente americano. 

In Canada, il Governo federale e quello provinciale hanno, immediatamente, definito l’attacco come "atto di terrorismo". 

Il fatto che l’autore del crimine sia un giovane quebecchese ha scioccato ancora di più il Paese e, in particolare, il Québec, dove il plurale è dappertutto, che si tratti di origini, di religioni o di lingue, e non è mai stato vissuto come un ostacolo alla vita sociale dove l'identità d'origine si coniuga con le altre, senza mai perdersi davvero.

Il Primo ministro, Justin Trudeau, ha affermato che il Canada è un Paese inclusivo e aperto, che ha nella diversità la sua forza. Con lui anche il Primo ministro del Québec, Philippe Couillard, che ha dichiarato: «Non importano le origini, il colore della pelle, il credo o ciò che amiamo, il Québec sarà sempre una terra di accoglienza». Intanto, il ministro dell’Immigrazione, Ahmed Hussen, giunto in Canada dalla Somalia all’età di 16 anni come profugo, assicura tutti i detentori della residenza permanente e tutti coloro che hanno la doppia cittadinanza e che sono originari dei sette Paesi a maggioranza islamica oggetto del "muslim ban" (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) che potranno viaggiare, liberamente, tra il Canada e gli Stati Uniti.

La società civile, civilissima, del Canada e del Québec, il mondo politico, la comunità degli affari non è indifferente a ciò che sta accadendo nel continente nordamericano. Si moltiplicano le iniziative, le lettere aperte, le veglie di preghiera e le dichiarazioni. Canada e Stati Uniti hanno in comune una grande frontiera, sono legati da importanti rapporti commerciali ma li separa, oggi più che mai, la visione sull'immigrazione. Noi, italiani che viviamo da questa parte dell'oceano, ben sappiamo che l’identità non è che plurale e che la diversità non è l'altro, ma noi altri. Ciò è ancora più vero per il Québec, dove l'interculturalità si declina nel quotidiano, e non da oggi" - conclude Giuseppe Continiello, milanese, classe 1972, risiede a Montréal da sei anni. 

Iscritto all'ordine dei giornalisti della Sardegna, dove si è laureato in Scienze politiche, indirizzo politico-internazionale con il massimo dei voti, ha conseguito il dottorato in Storia, Istituzioni e Relazioni internazionali all'Università per Stranieri di Siena. Quindi è diventato dirigente scolastico (Master universitario di II livello per la Dirigenza degli Istituti scolastici italiani all'estero).

In Canada, è Segretario del Circolo PD di Montréal, il più numeroso per iscritti dei 104 all'estero e tra quelli più radicati e strutturati sul suo territorio. Tra gli impegni piu' importanti la visita nel settembre del 2016 a Montréal dell'allora ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni.

Della sua esperienza in Canada afferma "Sono in Canada per vivere la dimensione dell'emigrazione e per raccontarla attraverso il mio lavoro come giornalista di prossimità". conclude Giuseppe Continiello (03/02/2017-ITL/ITNET)

Commenti