Al Centro Leonardo Da Vinci una Festa della Famiglia che conquista per originalità e per calore.


Domenica 11 giugno, nell’italianissima piazza antistante il Centro Leonardo Da Vinci, la fortunata formula di spettacolo e di cultura proposta dal suo energico direttore generale e delle attività culturali, Pat Buttino, ha determinato il successo di sempre.


A sinistra, Pat BUTTINO, direttore generale e delle attività culturali del Centro Leonardo Da Vinci

Tutto rivolto alla comunità il ricco programma proposto. Vincente la centralità del luogo, il Centro Leonardo Da Vinci, nel cuore di tutti noi. Importante il palcoscenico, sul quale si sono esibiti, donandosi senza riserva, artisti di calibro internazionale e locale. Coinvolgenti le tante attività organizzate per la famiglia, come la divertentissima gara a chi mangia più spaghetti.

Enrico Capuano e la sua Tammurriata Rock hanno fatto ballare tutti i presenti. Il suo folk-rock diverte - e moltissimo! – e coinvolge e unisce con ritmi e con atmosfere della tradizione popolare italiana e del rock internazionale. Cinzia Abbate, le bellissime voci di Superfantastico, Brandon Mignacca, Mike Di Re e Hanorah incantano e inorgogliscono.




La Festa della Famiglia voluta da Pat Buttino conquista per originalità e per calore.

Nel giardino antistante il Centro, si gioca, si balla, ci si ritrova con gli amici e tra gli amici. Io ho avuto modo di riabbracciare Angelina e Peppino Fazio, testimoni perfetti di questa giornata per il loro essere esempio di amore coniugale, di impegno comune e di vocazione ai figli e ai nipoti. 



La Festa della Famiglia è, nello specifico, un bellissimo dono alla comunità e, in generale, il più bel portato dell’italianità ai Paesi che ci ospitano e che sono diventati casa. Pat Buttino, i tanti che hanno collaborato con lui - benissimo - i bravissimi artisti e il numerosissimo pubblico che ha goduto della Festa hanno ben dimostrato che stare in famiglia significa volere la felicità dell’altro. 



Al prossimo anno, allora! Per continuare a costruire il bellissimo edificio sociale che è la comunità italiana di Montréal, fatta di tanti mattoni quante sono le sue splendide famiglie e le belle occasioni di stare assieme.





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