Tanti auguri a Teee, Montréal!

Fenêtres qui parlent à Lachine! 




"La dolce vita alla québécoise"


In occasione del 375esimo compleanno della città.



Stefano Stagni è un fotografo di primissimo ordine. Lui con la luce ci dialoga e ogni sua fotografia è un ritratto e racconta una storia.

Per i 375 anni di Montréal, Stefano Stagni si è cimentato ed è stato premiato per aver fissato il suo sguardo – curioso, attento e ironico – su "La dolce vita alla québécoise".



Teatro per i suoi scatti che destano meraviglia, lo storico quartiere di Lachine, uno dei primi luoghi scelti dagli Italiani dove, oggi, ci vivono circa 500 famiglie. Lì, sono ancora tante le attività commerciali che hanno un nome italiano e che sono gestite dalla seconda e dalla terza generazione di quei primi pionieri. Per scoprirle è sufficiente passeggiare – come fanno tanti Montrealesi durante la bella stagione – lungo il bellissimo boulevard Saint-Joseph. Per gli amanti della storia, il luogo dove ora si trova il quartiere di Lachine, che si chiamavaSaint-Sulpice, fu il feudo di Robert Cavelier de La Salle, dove egli avrebbe dovuto impegnarsi per svilupparvi un insediamento permanente. E invece, nel 1669, Robert Cavelier, trascurando questo suo iniziale progetto, si dedicò alla ricerca di una via commerciale verso la Cina e il Giappone. L’impresa fallì, ma da allora il nome del quartiere…





Nell’ambito delle celebrazioni per il 375esimo anniversario di Montréal, Fenêtres qui parlent è una bellissima occasione di incontro tra gli artisti e la comunità, tra le opere d’arte e le finestre.





Gli artisti migliorano la società poiché l’arte fa sempre la differenza e quella di Stefano Stagni ne è uno degli esempi – per restare all’essenza della fotografia – più luminosi. E allora, le strade si trasformano e diventano un polo di attrazione che offre l’occasione di una passeggiata all’insegna della scoperta e dell’incontro. Sono quattro le fotografie di Stefano che raccontano una promessa d’Amore. Lì, dove l’italianità si trova nello stile di vita; "La dolce vita alla québécoise", per l’appunto! E allora, il rito del primo incontro mattutino con cappuccino e brioche; quello pomeridiano della passeggiata romantica in bicicletta, sulla riva del fiume; l’invito proposto e accettato alla tavola all’italiana maniera e, infine, la sublimazione della promessa d’Amore e, quindi, l’incontro nei riti del vespro, alla luce dell’icona della Madonna nera della chiesa italiana dell’Annunziata.