A Toronto e a Montréal

"IL COLUMBUS CENTRE" A TORONTO, di Giuseppe CAFISO.
"LA CASA D'ITALIA" A MONTRÉAL, di Giuseppe CONTINIELLO.

"Gli Italiani all’estero si sono sempre dotati di Centri di aggregazione per mutuo sostegno ma anche per difendere e per rafforzare il legame con i propri connazionali e per condividere il proprio patrimonio sociale e culturale. E proprio la cultura e la dimensione sociale hanno caratterizzato la comunità italiana all’estero e hanno agevolato la sua perfetta integrazione." E' l'incipit di un articolo a quattro mani a firma di Giuseppe Cafiso, di Toronto, e di Giuseppe Continiello, di Montréal, che spiega l'importanza annessa dalla comunità ai due Centri, di cui per varie ragioni taluni ne sostengono la chiusura, che va ben al di là del fattore aggregativo per assumere una dimensione - di ieri ma anche dell'oggi e del prossimo futuro - ben più forte sul piano identitario.


"Il Columbus Centre di Toronto (Giuseppe CAFISO).

A Toronto, negli anni Settanta la comunità italiana sentì, fortemente, la necessità di un grande Centro comunitario, concepito come punto di riferimento per tutti gli Italiani emigrati in città e nelle zone limitrofe. Il Columbus Centre fu possibile grazie alle donazioni di tanti della comunità italocanadese e grazie al contributo del Governo dell’Ontario. Il Centro fu concepito come luogo di ritrovo delle numerose associazioni di Italiani, degli artisti, degli anziani e dei giovani per rafforzare il loro sentimento di appartenenza. Negli anni, il Columbus Centre ha divulgato cultura, ha coltivato e trasmesso sensibilità artistica e ha fatto crescere il senso di comunità. Attualmente, il Columbus Centre è interessato da un piano di demolizione, di ricostruzione su scala minore e di eventuale ridefinizione edilizia. In seno alla comunità sono tantissimi coloro che credono che il Columbus Centre, essenza del patrimonio culturale della comunità italocanadese, divenuto nel tempo centro sociale e culturale di fondamentale importanza anche per altri gruppi, NON DEBBA essere demolito ma DEBBA continuare, invece, a svolgere la sua funzione e a perseguire il suo fine; quello di riunire e di arricchire l’intera comunità.


A Montréal, la Casa d’Italia (Giuseppe CONTINIELLO).



A Montréal, a partire dagli anni Trenta del secolo scorso si cominciò a pensare a una Casa d’Italia e a raccogliere fondi per questo ambizioso progetto. La numerosa comunità italiana avrebbe, così, avuto un luogo dove ritrovarsi e sentirsi a casa propria. Nel 1934, la Municipalità donò alla comunità il terreno e nel 1936 la Casa d’Italia fu inaugurata grazie all’aiuto finanziario di più di 4200 persone oltre a quello di numerose associazioni. L’elegante edificio, in stile Déco, divenne rapidamente il cuore e l’anima della nostra comunità. Dopo le tristi vicende legate al Secondo conflitto mondiale – la Casa d’Italia fu requisita dall’esercito canadese – l’Istituzione culturale fu restituita alla comunità italiana di Montréal e il primo gennaio del 1947 vi furono riprese le attività comunitarie, sociali e culturali. Nel corso degli anni, presso la Casa d’Italia si celebrarono matrimoni, si tennero incontri tra professionisti e vi furono organizzate manifestazioni culturali. Nel 2006, la Fondazione Casa d’Italia diede inizio a una campagna di finanziamento per rinnovare e per ampliare lo storico edificio. Anche grazie a questi lavori la Casa d’Italia ottenne prestigiosi premi e venne riconosciuta come patrimonio architettonico del Québec. La tutela dell’eredità italocanadese rende omaggio al nostro passato e pone le fondamenta per il nostro avvenire. Anche in considerazione di questo, a neanche un mese dalla visita a Montréal del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il 28 di giugno, fa ancora più stupore e fa male sapere che, se lo stato di salute finanziaria della Casa d’Italia non sarà, energicamente, risanato si rischia – addirittura! – la confisca. A ottobre, infatti, dovrà essere saldato l’importante debito accumulato negli anni, sebbene l’istituto finanziario detentore dell’ipoteca abbia concesso tempo alla Casa d’Italia per rimettersi in sesto, nonostante le tante iniziative messe in campo per rilanciarla come Casa comune. Per questo importantissimo luogo dell’italianità nella sua narrazione più bella, vera e aperta alla città, non ci sono alternative: occorre un piano d’azione che metta in campo un cambio di atteggiamento e che rappresenti, effettivamente, una svolta per il futuro della nostra comunità.


Il Columbus Centre di Toronto

La Casa d'Italia a Montréal